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Jennifer Lawrence, una spia dalla Russia

"Red Sparrow" ci riporta alle atmosfere da guerra fredda

Twentieth Century Fox
Jennifer Lawence, spia e ballerina.
 
04
marzo
2018
23:25
Marisa Marzelli

Già l'avvio non è da spy story odierna, tutta accelerazione, action e autoironia. Vengono portate avanti in parallelo due situazioni tra loro indipendenti. Da una parte al Bolshoi va in scena un balletto, dall'altra un agente della CIA deve incontrare segretamente un suo informatore russo in un parco. Ma qualcosa va storto in entrambe le sequenze. La prima ballerina si frattura una gamba in quello che sembra sul momento un incidente; la spia americana viene scoperta e fugge.
La matrice di Red Sparrow (in italiano Nome in codice: Diva) è letteraria. Il romanzo (2013) è di Jason Matthews, ex-agente operativo della CIA che ha dato vita ad una trilogia comprendente anche Il palazzo degli inganni e The Kremlin's Candidate. Il film è invece diretto da Francis Lawrence, con protagonista Jennifer Lawrence. I due non sono parenti ma il riformarsi della coppia regista-protagonista della trilogia Hunger Games riporta un'aria di famiglia, sembra (in un contesto mutato) di rivedere all'opera l'indomita e imbattibile Katniss Everdeen che ha dato filo da torcere al potere di Capitol City.
Anche John Le Carré e Ian Fleming erano spie passate alla letteratura e quindi sapevano di cosa stessero scrivendo. Riuscita nel film l'ambientazione opprimente, carica di violenza psicologica prima ancora che fisica. È invece curioso – sebbene tutto si svolga nel post guerra fredda – che lo sguardo americano sulla Russia politica sia tale e quale a quello sull'URSS, ai tempi della contrapposizione ideologica dei blocchi. E anche tutto l'armamentario delle spie sembra rimasto a prima della rivoluzione digitale.

  Il trailer del film

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