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Valute, nonostante le turbolenze nessuna corsa agli sportelli

Alcuni uffici cambio ticinesi spiegano come vengono affrontate le turbolenze nel mercato valutario dopo la crisi della lira turca

CdT/Archivio
Immagine tematica d'archivio
 
14
agosto
2018
06:00
Sara Cericola

LUGANO - L'indebolimento dell'euro sotto la soglia di 1,13 franchi, ieri mattina, è stato poco avvertito negli uffici cambio ticinesi (vedi suggeriti). Molti clienti sono ancora in vacanza, ma la situazione viene monitorata. C'è anche chi - malgrado il franco si sia poi leggermente indebolito nel pomeriggio - a questo punto ritiene possibile un intervento della Banca Nazionale Svizzera (BNS) a freno della moneta. Ne abbiamo discusso con alcuni addetti ai lavori.

Al Cambio Parini di Lugano, dove l'euro-franco nella giornata di ieri è oscillato tra 1.1350 e 1.1400 punti, si è potuta constatare «una maggiore affluenza di clienti». Le operazioni effettuate hanno riguardato soprattutto l'acquisto di franchi, ha affermato l'impiegato dell'agenzia.

Diversa la situazione per Lugachange, un altro operatore attivo nella città in riva al Ceresio, che ha praticato un cambio di circa 1.14 «dal momento che, anche a causa del periodo di vacanze della maggior parte degli uffici, poco è mutato». Che dire della possibilità di un ulteriore indebolimento della moneta europea? «Personalmente, non la vedo scendere più in basso di così. Ma a questo punto a indebolire il franco dovrebbe intervenire la BNS».

Neppure Quick Change di Mendrisio ha riscontrato una corsa agli sportelli per l'indebolimento dell'euro. «Certo, i maggiori acquisti registrati si limitano alla moneta europea, ma la nostra clientela è formata principalmente da frontalieri, che al momento sono ancora in buona parte in vacanza», ha precisato l'impegato dell'ufficio di Quick Change. «Gli svizzeri sono pochi. Per questo motivo la situazione non ha subito particolari variazioni». Per quanto riguarda il cambio nel corso del tempo, «tutto dipende dalle notizie a livello mondiale, in questo caso la Turchia e i dazi americani giocano un ruolo fondamentale. Ma bisogna restare in guardia – conclude il nostro interlocutore - perché la BNS può sempre intervenire».

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