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Pamela, nigeriano stava per recarsi in Svizzera: bloccato

Interrogato anche un secondo africano forse coinvolto nei fatti - Secondo l'autopsia, la 18.enne sarebbe stata colpita "mentre era viva", perde consistenza l'ipotesi dell'overdose

dal web/FB
 
09
febbraio
2018
17:15
Andrea Colandrea

MACERATA - L'attività investigativa sul caso di Pamela Mastropietro, quest'oggi, ha portato al fermo temporaneo di due nuovi sospettati del terrificante delitto, i quali potrebbero aver avuto un ruolo nella morte della 18.enne (o nell'occultamento del suo cadavere): in particolare è stato bloccato un 27.enne di origine nigeriana dai Carabinieri alla Stazione centrale di Milano, mentre stava tentando di recarsi in Svizzera con la moglie, e un secondo suo connazionale. La notizia è stata riportata da tutti i media italiani. L'uomo in questione sarebbe già stato consegnato alle autorità marchigiane a disposizione della Magistratura, ma non sarebbe stato applicato alcun provvedimento restrittivo della libertà per nessuno dei coinvolti.

Intanto proseguono gli accertamenti sul corpo, devastato, della vittima. Morta per overdose o - effettivamente - vittima di un omicidio volontario? È questa la domanda che continua a far discutere l'opinione pubblica italiana e, su cui, prima ancora, dovranno esprimersi gli esperti chiamati a far luce sulle circostanze in cui è deceduta la 18.enne Pamela Mastropietro, il cui corpo è stato rinvenuto il 31 gennaio scorso, smembrato, in due trolley, nelle campagne della provincia marchigiana. Mentre si assottiglia l'ipotesi che la giovane sia morta per un'overdose, e prende piede quella dell'omicidio volontario, il medico legale ha affermato che la verità sul caso emergerà in modo incontrovertibile.

L'autopsia sul corpo della ragazza, da quanto è emerso nelle ultime ore, farebbe pensare che Pamela abbia effettivamente subito una morte violenta. È stata anche ipotizzata la violenza sessuale, ma mancano prove. I due nigeriani Innocent Oseghale e Lucky Desmond, di rispettivamente 29 e 23 anni, alla luce delle tracce rinvenute nell'appartamento del primo (indumenti insanguinati della vittima, macchie ematiche e grossi coltelli), sono sospettati di omicidio e vilipendio di cadavere. Pamela sarebbe stata uccisa con un colpo alla tempia e altri al torace; con  ogni probabilità, e questo è il punto, mentre il sangue scorreva ancora nelle sue vene. Ciò, almeno, è quanto è emerso dall'autopsia. Questa si è rivelata più difficile del previsto, dato che mani esperte hanno pure lavato i resti della ragazza nella candeggina per confondere le acque (gli inquirenti pensano a quelle di uno scienziato o di un macellaio, per la precisione dei tagli riscontrati sul cadavare).

Per il medico legale, come detto, sul corpo della donna sarebbero emersi "segni di applicazione di violenza sicuramente in condizioni di vitalità". Inoltre, il cadavere di Pamela, come rimarcato dal procuratore di Macerata Giovanni Giorgio e dal sostituto Stefania Ciccioli, ravviserebbe, in modo evidente, anche "due ferite all'altezza del fegato". È stata accoltellata? Mentre restano al vaglio tutte le ipotesi, appare certo fin d'ora che saranno gli esami istologici a chiarire definitivamente le cause della morte di Pamela Mastropietro. I due sospettati, che continuano a scaricare un proprio ruolo nel delitto, continuano a incolparsi a vicenda e restano in carcere, mentre la polemica, in tutta Italia, infuria anche a livello politico.

 

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