logo

In piazza contro Macron, ma non è una "marea popolare"

 
26
maggio
2018
20:59
ats

PARIGI - La "marea popolare", come l'aveva chiamata Jean-Luc Mélenchon, non c'è stata: a Parigi erano in 32.000 per manifestare contro Emmanuel Macron e le sue riforme, con toni duri, ma la mobilitazione generale auspicata non è scattata. A margine e in coda al corteo i soliti incidenti, meno gravi di altre volte: 43 fermi, 7 poliziotti feriti in modo leggero, danni a vetrine e pensiline il bilancio.

La manifestazione di oggi, che doveva essere il coronamento della primavera di mobilitazione, al di là dei numeri avanzati dal sindacato (80.000 a Parigi, ha detto la Cgt), ha radunato la metà dei partecipanti di quella del 22 marzo. Poche migliaia nelle altre città, compresa Marsiglia dove a capo della mobilitazione c'era Jean-Luc Mélenchon, il capo della sinistra radicale de La France Insoumise.

Mobilitazione scarsa per un clima sociale che tuttavia continua ad essere teso - soprattutto per le riforme di Macron che incidono sui lavoratori delle categorie interessate - ma che non si trasforma in impopolarità generalizzata per il governo. I manifestanti denunciano quella che secondo loro è una politica "per i ricchi", difendono il servizio pubblico contro le privatizzazioni, i tagli e la fine di diverse garanzie nei contratti collettivi. Anche fra gli "cheminot", i ferrovieri dei quali è stato per la prima volta messo in discussione uno statuto fin qui intoccabile, dopo oltre due mesi di scioperi, emergono le prime fratture.

Il fronte più agguerrito sembra rimanere quello degli studenti, sempre in prima linea contro "il presidente dei ricchi" e la sua riforma che introduce più selezione per l'accesso all'università.

La novità di oggi è stato il fronte unitario, con oltre 60 partiti e movimenti sinistra, associazioni e sindacati mobilitati. I fermi di Parigi sono avvenuti - come è costume ormai nelle ultime manifestazioni - quasi tutti preventivamente: giovani con il passamontagna, coltelli o armi improprie sono stati fermati al primo filtro della polizia, prima di poter raggiungere il luogo del raduno e partire con il corteo.

Nonostante il filtro, alcune decine di incappucciati hanno lanciato oggetti contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni e cariche. Lievi i feriti fra gli agenti, il più grave un poliziotto colpito da un fuoco d'artificio. Lo schieramento di forze dell'ordine, importante ma meno di quanto previsto alla vigilia, è stato di 1.400 agenti.

"Ascoltare le persone non significa essere la banderuola dell'opinione pubblica", aveva avvertito ieri Macron, assicurando: "Nessun tipo di disordine mi fermerà. Vedrete che tornerà la calma".

Prossimi Articoli

La Casa Bianca perde un altro pezzo

Joe Hagin, il vice capo dello staff di Donald Trump, lascia l'incarico in luglio per tornare al settore privato

Kim vola a Pechino, terza visita in tre mesi

Una settimana dopo lo storico summit di Singapore con il presidente Usa Donald Trump, il leader nordcoreano incontra Xi Jinping

Onu, gli Usa si ritirano dal Consiglio dei Diritti umani

Lo ha annunciato martedì sera l'ambasciatrice americana presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite Nikky Haley

Edizione del 20 giugno 2018
Segui il CdT sui social
Mobile
Scopri le offerte su misura per te
con la CdT Club Card
Top