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In Svizzera 4.200 morti per le polveri fini nel 2015

VOTA IL SONDAGGIO - Anche se la qualità dell'aria sta migliorando il processo è troppo lento: l'inquinamento causa in Europa migliaia di morti premature

Archivio CdT
 
29
ottobre
2018
10:04
ats

BERNA - Secondo una relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), la qualità dell'aria in Europa è migliorata. Ma il processo è troppo lento e l'inquinamento atmosferico rimane la principale causa ambientale di morte prematura. Anche la Svizzera ne è colpita. L'AEA ha analizzato la qualità dell'aria in Europa tra il 2000 e il 2016, utilizzando i dati di oltre 2500 stazioni di monitoraggio in tutto il continente. Le stime presentate si riferiscono al 2015.

La conclusione è che le concentrazioni di polveri sottili (PM2.5), il biossido di azoto (NO2, emesso dai motori diesel) e l'ozono (O3) sono leggermente diminuiti: la qualità complessiva dell'aria in molte regioni è però inferiore agli standard autorizzati dall'Unione europea e a quelli raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che sono ancora più rigorosi.

L'AEA stima che le particelle sottili sono state responsabili di circa 422.000 decessi prematuri nei 41 paesi europei esaminati, di cui 391.000 nei 28 paesi dell'Unione europea. La cifra rappresenta una "riduzione di mezzo milione di decessi prematuri all'anno" rispetto al 1990, afferma la dichiarazione.

Il numero di decessi prematuri legati all'NO2 è stimato in 79.000 nei 41 paesi europei studiati (76.000 per l'UE). Infine, per quanto riguarda l'ozono, il numero stimato è di 17.700 morti (16.400 per l'UE). "L'inquinamento atmosferico è un assassino invisibile e dobbiamo raddoppiare gli sforzi per affrontarne le cause", ha dichiarato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA.

In Svizzera
In Svizzera le particelle sottili hanno causato la morte prematura di 4200 persone nel 2015, il biossido di azoto ha ucciso 1000 persone e le concentrazioni di ozono 300.

Una delle principali fonti di inquinamento atmosferico in Europa è il trasporto su strada, insieme all'agricoltura, alla produzione di energia e all'industria. Particolarmente colpiti sono gli europei che vivono in città, dove le emissioni del trasporto su strada sono le più alte.

L'AEA stima che il 6% della popolazione urbana dell'UE, rispetto al 7% dell'anno precedente, è esposto a livelli di particelle PM2,5 (particelle molto fini composte da polvere, fumo, fuliggine o pollini) superiori ai limiti consentiti. La percentuale della popolazione urbana interessata da concentrazioni eccessive di biossido di azoto è del 7% (9%).

A metà maggio, sei paesi sono stati deferiti alla Corte di giustizia dell'UE per mancato rispetto degli obblighi in materia di qualità dell'aria: Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Ungheria e Romania.

 

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