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Trump ordina un'indagine sull'import di auto negli USA

L'indagine è motivata da ragioni di sicurezza nazionale, i tempi di attuazione dell'iniziativa sono lunghi - Critiche dall'UE alla Cina

Keystone
 
24
maggio
2018
07:03
ats

NEW YORK - Il presidente degli USA Donald Trump, nel corso di un incontro col segretario al commercio Wilbur Ross, ha dato istruzioni per avviare un'indagine sulle importazioni di automobili negli Usa. Lo rende noto la Casa Bianca, spiegando che si farà ricorso alla "Sezione 232" del Trade Expansion Act del 1962, la stessa usata per i dazi sull'acciaio e l'alluminio, come aveva anticipato ieri il Wall Street Journal parlando di possibili dazi fino al 25%. L'indagine - afferma Trump - è motivata da ragioni di sicurezza nazionale. L'iniziativa è solo nelle fase iniziale e i suoi tempi in ogni caso sono lunghi.

Le norme in vigore - quelle previste dalla Sezione 232 - stabiliscono infatti che vanno condotte indagini ''per determinare gli effetti dell'import sulla sicurezza nazionale'' prima di agire. Entro 270 giorni dall'avvio dell'inchiesta il Dipartimento del Commercio deve presentare al presidente i risultati dell'indagine. A quel punto la Casa Bianca ha 90 giorni per decidere se è d'accordo o meno con i risultati e comportarsi di conseguenza, anche stabilendo un ''aggiustamento dell'import'' con dazi e quote.

LA DURA REAZIONE DELLA CINA

La Cina "si oppone all'abuso delle clausole sulla sicurezza nazionale che danneggerà seriamente i sistemi del commercio multilaterale e romperà l'ordine regolare del commercio internazionale". Lo ha affermato il portavoce del ministero del Commercio Gao Feng, in merito alle istruzioni date dal presidente Usa Donald Trump. La Cina ha ribadito che "difenderà con decisione" i suoi legittimi diritti e interessi in un altro fronte che sta per aprire con gli Stati Uniti sul commercio con l'ipotesi di dazi al 25%. "Seguiremo da vicino la situazione dell'indagine Usa e faremo una piena valutazione del suo possibile impatto, difendendo i nostri legittimi interessi", ha assicurato Gao. Il nuovo contenzioso cade proprio mentre i produttori di auto di Pechino stanno guardando con sempre maggiore attenzione agli Stati Uniti come mercato potenziale del loro export.

CRITICHE ANCHE DALL'EUE

"Crediamo che non ci siano giustificazioni per invocare l'articolo 232 per ragioni di sicurezza nazionale per acciaio e alluminio, invocarlo per le auto sarebbe ancora più inverosimile". Così il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas. "E' molto difficile da capire", ha affermato poi il vicepresidente della Commissione Ue Jyrki Katainen, ricordando che dazi simili "sono contrari al Wto".

 

 

 

 

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