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“Se vince mi avvolgo nudo nella bandiera svizzera”

Parla Gene Gnocchi, grande tifoso di Roger Federer: "Per lui sono dovuto andare in cura. Lo psicologo ha detto che è una malattia benigna"

via Twitter
 
26
gennaio
2018
12:26
Michele Montanari

MILANO - L'amore per Roger Federer è nato nel 2000, dopo un incontro a Milano, e da allora non se n'è più andato. Per Gene Gnocchi da quasi 18 anni quello per il tennista rossocrociato è un amore, appunto, viscerale, sin dai tempi in cui il comico italiano faceva parte della squadra di "Quelli che il calcio...". "Ci hanno chiesto di giocare un indoor a Milano. Eravamo io, Maurizio Crozza e Massimo Caputi. In quell'occasione vidi per la prima volta Federer e rimasi folgorato", racconta Gene Gnocchi al Corriere del Ticino, aggiungendo: "Fu una roba da matti vedere un giovane così forte (il campione basilese all'epoca aveva 19 anni, ndr). Ricordo che quel giorno giocava contro Davide Sanguinetti. Prima e dopo il match eravamo nello spogliatoio proprio con Federer e il tennista marocchino Younes El Aynaoui. È da lì che mi sono ammalato".

"Ammalato?", chiediamo incuriositi a Gene. "Sì, ho una passione sconfinata per Federer e sono dovuto andare in cura da uno psicologo. Non sto scherzando. Il medico mi ha spiegato però che è una sindrome benigna, è una sorta di transfert". Il comico italiano ci confessa poi quanto sia stata dura per lui seguire le partite del tennista rossocrociato: "All'inizio non riuscivo a guardare le partite in tv. Stavo troppo male al solo pensiero di vederlo perdere. Quindi uscivo di casa e camminavo. Non volevo sapere niente. Ho iniziato a seguirlo solo dopo il suo brutto infortunio, pensando che quelli sarebbero stati i suoi ultimi incontri. Da allora ho visto tutto e, se lavoravo, mi tenevo sempre informato sul risultato".

In occasione del trionfo a Wimbledon del 2017, Gene Gnocchi aveva twittato una foto che lo ritraeva in versione ultrà, con tanto di tromba da stadio e bandiera svizzera. Se domenica Federer dovesse vincere il suo ventesimo Grande Slam, il comico si dice pronto ad andare perfino oltre nelle esultanze: "Quando Federer ha trionfato a Wimbledon, sono uscito in auto festeggiando come un matto. La gente in strada avrà pensato 'ma chi è sto cretino?'. In caso di vittoria degli Australian Open farò qualcosa di meglio. Ma non posso anticipare nulla".
Proviamo allora ad insistere, e Gene alla fine cede: "Ok, ve lo dico. Mi avvolgerò completamente nudo nella bandiera svizzera". C'è anche il tempo per una freddura in stile Rompipallone (la nota rubrica pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, ndr): "Non sono riuscito a guardare la semifinale per impegni lavorativi, ma ho saputo che il tennista sudcoreano si è ritirato. Avrà ascoltato i consigli del senatore Antonio Razzi", ironizza il comico che, prima di salutarci, azzarda persino un pronostico della finale con il croato Marin Cilic: "Secondo me Federer perde. E lo dico perché sono sempre scaramantico. Spero però di essere smentito". E lo speriamo anche noi.

Edizione del 26 settembre 2018
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