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C'è ancora rischio di frane, la Val Bondasca resta chiusa

Lo sbarramento vale per chiunque: turisti, cacciatori e proprietari di cascine - La popolazione è stata informata ieri sera nel corso di un'assemblea

Rescue Media
Immagine d'archivio
 
25
maggio
2018
11:26
ats

BONDO (GR) - L'accesso alla Val Bondasca (GR), teatro dell'enorme frana staccatasi dal Pizzo Cengalo lo scorso agosto (vedi suggeriti), rimarrà chiuso verosimilmente per tutto l'anno. Stando agli esperti, sussiste ancora il rischio di caduta di massi, ha detto oggi la sindaca del comune di Bregaglia Anna Giacometti sulle frequenze della radio svizzerotedesca SRF.

Continua inoltre a persistere il pericolo di colate detritiche: in caso di forti piogge o scioglimento della neve, il materiale portato a valle dai precedenti smottamenti potrebbe infatti ricominciare a muoversi.

Lo sbarramento vale per chiunque: turisti, cacciatori e proprietari di cascine. Anche due capanne in prossimità del Pizzo Cengalo restano chiuse. Contrariamente ai piani iniziali, non è possibile creare un accesso sicuro tramite nuovi percorsi. Gli abitanti del luogo sono stati informati nel corso di un'assemblea tenutasi ieri sera. Giacometti ha assicurato che non esiste alcun pericolo per il comune di Bondo, che è pronto a gestire altre colate.

Una frana tra le più grandi degli ultimi 130 anni

Il 23 agosto, una frana di oltre tre milioni di metri cubi - tra le più grandi degli ultimi 130 anni in Svizzera - staccatasi dalla montagna aveva investito la Val Bondasca, laterale della Bregaglia. Decine di abitazioni erano state danneggiate, mentre otto escursionisti di nazionalità elvetica, tedesca e austriaca risultano scomparsi da quel momento.

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