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A cielo aperto per ritrovarsi

Strage sventata alla Commercio: giornata fuori sede per i compagni di classe del giovane arrestato giovedì scorso - "Piano piano si sta tornando alla normalità", confida il direttore

Zocchetti
Giorni di riflessione all'istituto scolastico di Bellinzona.
 
16
maggio
2018
05:00
Alan Del Don e John Robbiani

BELLINZONA - Definirla una giornata particolare è riduttivo, perché tali sono stati finora, alla Scuola cantonale di Commercio di Bellinzona, i giorni seguiti all'arresto dell'allievo di 19 anni che voleva fare una strage proprio all'istituto. Ieri i compagni di classe di terza del giovane hanno nuovamente discusso dell'accaduto. Lo hanno fatto tra di loro, fuori sede, guardandosi dritti negli occhi e facendo partecipi gli amici delle emozioni, affiancati dalla direzione scolastica e soprattutto dagli operatori dell'Associazione debriefer della Svizzera italiana che da lunedì offrono servizio psicologico a chi ne ha bisogno. Perché ieri non era una data come tutte le altre: secondo gli inquirenti il ragazzo (in detenzione con l'accusa di atti preparatori di assassinio, in subordine di omicidio) aveva pianificato l'eccidio proprio martedì 15 maggio, all'inizio della sessione di esami (poi rinviati per due classi), attraverso delle uccisioni mirate.
«Certo che a pensare che oggi (ieri per chi legge, ndr.) avremmo potuto rischiare la vita ti vengono i brividi...», rileva un allievo interpellato dal CdT. «La giornata odierna si è svolta serenamente e piano piano si sta tornando alla normalità», aggiunge il direttore Adriano Agustoni.

Possesso di armi: "Nessun controllo specifico"

Il presente parla di una strage sventata e del possesso, da parte del 19.enne, di 17 armi perlopiù ereditate dal nonno. Come è possibile che a quell'età avesse un miniarsenale al proprio domicilio? Abbiamo girato la domanda (che si sono posti anche alcuni granconsiglieri, i quali hanno espresso i loro dubbi al Governo) al Servizio comunicazione, media e prevenzione della Polizia cantonale, chiedendo innanzitutto se a livello ticinese vi è un controllo sulle armi in dotazione a una singola persona e se scattano degli allarmi qualora viene acquistato un determinato numero di armi (o un particolare tipo) in un ristretto lasso di tempo. «Non vengono eseguiti controlli specifici in questo senso in quanto la legislazione vigente non prevede limiti relativi al numero di armi che si possono possedere. È quindi possibile avere varie armi, ciò sempre premesso che si continui ad adempiere ai requisiti di cui all'articolo 8 capoverso 2 della Legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni», ci viene risposto dal Servizio stampa.

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