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Alla ricerca delle mozioni perdute

Nei cassetti di Palazzo civico a Lugano languono idee ormai datate e non ancora approdate in Consiglio comunale - Ne abbiamo rispolverate alcune

Maffi
La corte di Palazzo civico
 
14
marzo
2018
06:00
GIU/StF

LUGANO - «C'era una volta una mozione...». D'accordo, la politica non è molto adatta al mondo delle favole. Forse le si addicono di più i film d'avventura: «Alla ricerca delle mozioni perdute». Come avrete capito il succo è lo stesso:che fine hanno fatto, a Lugano, proposte ormai datate come quelle di avere i municipali a tempo pieno, rendere meno politica la gestione delle società partecipate e valorizzare la funicolare degli Angioli? Perché, a termini legali ampiamente scaduti, non sono ancora state portate in Consiglio comunale? Vediamo un esempio facendo un viaggio negli archivi di Palazzo civico (gli altri li trovare in edicola).

Era il 2015 quando Michele Kauz, Demis Fumasoli, Fausto Beretta Piccoli, Sara Beretta Piccoli e Raide Bassi auspicavano di portare al cento percento il grado di occupazione dei municipali. Così potevano essere più presenti sul territorio e occuparsi personalmente di un maggior numero di questioni e sollecitazioni, oltre a non dover mantenere un proprio lavoro. La scorsa primavera la Commissione delle petizioni ha sostenuto l'idea solo a metà, raccomandando di alzare la percentuale del sindaco dal sessanta all'ottanta percento, del vicesindaco dal cinquanta al settantacinque percento e degli altri colleghi dal cinquanta al settanta percento. Per portare il tema in Consiglio comunale mancano le osservazioni dei diretti interessati:che per averle – scherziamo – sia necessario aumentare il loro grado di occupazione?

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