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Commenti ingiuriosi contro Bertoli, giornalista prosciolto

Assolto l'ex caporedattore del Mattinonline dall'accusa di non averli cancellati da Facebook - Non esistendo sul social la moderazione preventiva, la responsabilità è solo di chi li ha scritti

Zocchetti
 
09
novembre
2018
11:31
StF

BELLINZONA - Il giudice Siro Quadri ha pronunciato oggi il proscioglimento per l'ex caporedattore del Mattinoline Mattia Sacchi (ora caporedattore di Ticinonews.ch), che era accusato di mancata opposizione a una pubblicazione punibile. Cioé, del non aver cancellato tre commenti ingiuriosi nei confronti del consigliere di Stato Manuele Bertoli (che aveva sporto querela) a inizio 2016 apparsi sulla pagina Facebook della testata.

Per Quadri, che ha sottolineato che probabilmente è la prima volta che questa fattispecie finisce in un'aula di tribunale in Svizzera, il reato non sussiste, in quanto Sacchi non era da ritenersi responsabile per quei commenti – "veri e propri insulti", li ha definiti. Semmai lo era chi li ha concretamente scritti, ma ciò non significa che perché le forze dell'ordine non sono riuscite a rintracciarlo la colpa debba ricadere sul responsabile della testata.

Discorso diverso se quei commenti fossero apparsi sul sito del Mattinoline, in quanto in quel caso la testata aveva potere di impedire i commenti ingiuriosi, cosa che su Facebook non è possibile (la piattaforma social non permette la moderazione dei commenti).

Su questo punto ha insisto anche l'avvocato difensore Sabrina Aldi: "Se il responsabile della testata fosse ritenuto responsabile dei commenti, cosa impedirebbe a una persona qualsiasi di scrivere con un profilo falso commenti ingiuriosi apposta con lo scopo di farlo condannare? Se così fosse si creerebbe un automatismo pericoloso che porta all'autocensura".

Quadri nel motivare la sentenza ha spiegato la fattispecie anche con un'analogia: Se Sacchi avesse stampato l'articolo che ha scatenato questi commenti e l'avesse appeso su un muro, sarebbe stato responsabile se qualcuno in seguito vi avesse scritto sotto degli insulti? La risposta, come si è visto, è un no.

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