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L’accusa chiede il carcere a vita

Delitto di Stabio - Secondo la procuratrice pubblica Pamela Pedretti, le colpe di Michele Egli sono gravissime: "Siamo di fronte a un caso di assassinio"

Reguzzi
 
17
maggio
2018
12:23

LUGANO - Le sue colpe non sono gravi, ma "gravissime". Così ha detto la procuratrice pubblica Pamela Pedretti nel corso della requisitoria andata in scena questa mattina nel terzo giorno di processo a Michele Egli, accusato di aver ucciso la cognata Nadia Arcudi. "Non siamo di fronte a un caso di omicidio, bensí di assassinio" ha sottolineato spiegando come nel suo agire il 43.enne abbia mostrato crudeltà e disprezzo della vita altrui, sia nel movente, sia nello scopo, sia nella modalità di quanto fatto. "Ha tolto la vita per futili motivi a una donna che nel Natale del 2009 gli aveva scritto che lui era la cosa più bella capitata alle tre donne Arcudi negli ultimi 20 anni" ha aggiunto Pedretti prima di chiedere la pena detentiva a vita.

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